Home Page

Il progetto “Senza Offesa”

Zona Blu attraverso un metodo semplice ed efficace si pone l’obiettivo di proteggere le persone accolte dal maltrattamento e aumentare così la sicurezza nelle strutture sociosanitarie.

“Senza Offesa” è un programma di prevenzione, finalizzato ad investigare le possibili forme di aggressività eventualmente presenti nelle strutture, per poi offrire agli operatori e ai dirigenti proposte concrete di miglioramento e monitoraggio.

Le persone sono la chiave per una struttura vincente

Il percorso di prevenzione e supporto prevede due ambiti distinti di intervento: uno finalizzato all’indagine sulla realtà di fatto, una sorta di fotografia dell’esistente; l’altro sulla sull’acquisizione di competenze utili alla prevenzione e alla gestione del problema.

Il primo percorso prevede tre fasi:

  1. La somministrazione agli operatori di un test mirato
  2. Analisi ed esiti del test e individuazione delle potenziali criticità
  3. Esposizione dei risultati alla struttura

Il secondo intervento invece prevede:

  1. Corsi di formazione agli operatori 
  2. Colloqui formativi ai dirigenti di struttura
SENZA OFFESA presentazione grafica 160224-immagini-0
previous arrow
next arrow

Il questionario che verrà somministrato nelle strutture è uno strumento ideato e pensato per valutare sia il livello di benessere degli operatori, sia il rischio di aggressività verso gli utenti. Il vantaggio di utilizzare metodologie standardizzate per effettuare indagini psicologiche nasce dall’esigenza di ridurre gli errori determinati dalla soggettività della rilevazione. La somministrazione del test seguirà modalità prefissate, in modo tale che gli operatori siano esaminati tutti nelle stesse condizioni e sia possibile confrontarne le risposte per poter individuare eventuali situazioni di rischio.

Finalità

Il questionario si propone di valutare il clima emotivo complessivo nell’ambiente lavorativo garantendo l’anonimato dei partecipanti. Particolare attenzione verrà riservata alle eventuali tendenze all’aggressività, al rischio di burnout e alla possibile propensione al maltrattamento e alla violenza psicologica. Nel complesso, si configura come uno strumento per comprendere le dinamiche interne alla Struttura e identificare eventuali aree di intervento. Poiché il luogo di lavoro è composto dall’unione dei singoli individui, delle loro tendenze e delle loro peculiarità, la valutazione di alcune caratteristiche psicologiche del singolo operatore e la sua personale propensione verso alcune emozioni e comportamenti, permettono di osservare, in forma aggregata, l’ambiente lavorativo nel complesso. In aggiunta, identificare le esigenze di un singolo operatore, o di un gruppo, può essere utile per fornire interventi appropriati e consoni, non solo alla mission della Struttura ma alla Comunità tutta. In base alle esigenze della Struttura, è possibile offrire un monitoraggio costante dell’ambiente lavorativo, prevedendo successive somministrazioni del questionario per valutare l’efficacia dell’intervento attuato. 

Articolazione

Il questionario è stato costruito seguendo linee guida unificate e metodologie scientifiche largamente utilizzate. Verrà svolto in forma anonima, al fine di incoraggiare la franchezza e la trasparenza. Le informazioni raccolte saranno utilizzate esclusivamente a fini di valutazione interna e per migliorare le pratiche di servizio. È composto da 33 domande a risposta multipla e può essere somministrato in gruppo o individualmente. Occorrono circa 30 minuti per la compilazione e i risultati vengono restituiti in forma aggregata.

Contenuti

Il questionario permette di raccogliere informazioni diverse ed è strutturato come di seguito descritto. La prima parte è focalizzata alla raccolta anamnestica del partecipante. Successivamente, le domande indagano pensieri e credenze sul tema della sospettosità, sia negli ambienti lavorativi sia nella vita privata; in quest’ottica, il test si propone anche di valutare tendenze ansiose e all’impulsività. Si passa poi a domande specificatamente dedicate all’ambiente lavorativo. In particolare, il questionario si propone di indagare le attività lavorative quotidiane e le relazioni tra colleghi di vario grado all’interno della struttura. Infine, l’attenzione si concentra sul possibile maltrattamento e abuso all’interno della Struttura. Infatti, gli operatori hanno la possibilità di segnalare, nel completo anonimato, eventuali episodi di violenza sugli utenti, avvenuti nel passato o attualmente in corso. Tramite il questionario, diviene possibile, per l’operatore, segnalare episodi spiacevoli di cui è a conoscenza, dei quali la Struttura potrebbe non essere consapevole.

Prendersi cura di persone la cui intera esistenza è affidata ad altri, fino al momento terminale, non richiede solo competenze tecniche, ma anche molta abilità relazionale. La leva principale del percorso formativo è sviluppare consapevolezza negli operatori dell’importanza del proprio ruolo per il benessere dell’ospite: la professionalità come risultato di un percorso di responsabilizzazione. 

Gli obbiettivi primari sono: 

  • inquadrare e comprendere il problema degli abusi e dei maltrattamenti, nelle sue varie forme e contesti
  • analizzare le cause dei comportamenti potenzialmente aggressivi, per migliorare la sicurezza anche nelle relazioni
  • rafforzare il valore della dignità delle persone accolte nelle strutture, nel rispetto dei diritti umani
  • maturare consapevolezza sul proprio atteggiamento interiore nei confronti della persona fragile
  • acquisire competenze comunicative e relazionali per gestire la relazione con la persona accolta e prevenire episodi di maltrattamento
  • sviluppare sensibilità verso comportamenti di maltrattamento, responsabilizzando l’equipe di lavoro nella direzione di un autocontrollo reciproco

I principali contenuti che verranno trattati sono: 

  • la dignità della persona
  • le dinamiche relazionali nella struttura: ospiti, familiari, colleghi
  • le possibili forme di violenza, fisica o psicologica
  • la relazione nella pratica quotidiana: gesti di cura e gesti di aggressione
  • il linguaggio nella pratica quotidiana: parole di rispetto e parole di violenza
  • le conseguenze degli atti aggressivi
  • la gentilezza come stile che crea reciprocità

Metodologia

La modalità didattica è fortemente attiva: oltre alla tradizionale presentazione con slide, sono previsti filmati, esercizi di gruppo, dibattiti e altre attività.

Organizzazione

La lezione dura quattro ore, in orario da concordare con la struttura. Si rivolge al massimo a dodici partecipanti alla volta. Serve un’aula versatile (tipo sala riunioni, sala teatrale, palestrina, sala mensa), dove poter installare un proiettore e poter creare dinamiche di gruppo (meglio non avere tavoli e sedie fissi). Il corso può essere accreditato ecm.

Colloquio con i responsabili di struttura

Il colloquio con i responsabili di struttura o loro delegati di struttura sarà focalizzato a far acquisire elementi per il monitoraggio costante del clima e del benessere in struttura, oltre a fornire strumenti di valutazione dei singoli operatori.

Articolazione

  1. restituzione su quanto emerso nel corso e ne questionario
  2. analisi della check list operativa
  3. confronto sulle modalità di applicazione

In seguito alla fase di somministrazione del questionario, le risposte verranno esaminate e presentate in forma anonima e aggregata ai Responsabili della struttura, con lo scopo di fornire una fotografia del clima emotivo complessivo all’interno dell’ambiente lavorativo. Verranno segnalate eventuali criticità emerse, incoraggiando la dirigenza a condividere eventuali richieste o perplessità. Sarà quindi possibile individuare la strategia più adeguata alla prevenzione e l’eventuale gestione del rischio.

Organizzazione

L’incontro dura due ore, in orario da concordare con la struttura. Può essere svolto con i responsabili o con loro delegati. In base alle esigenze della struttura, può sovrapporsi al colloquio di restituzione del test psicologico: un unico colloquio finale fra psicologo, formatore e responsabili.